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Disagio gastrointestinale e Perilla Frutescens

Perilla Frutescens. Il disagio gastrointestinale (GI), spesso accompagnato da gonfiore o brontolio, è un sintomo comune negli adulti altrimenti sani. Circa il 20% della popolazione, in particolare le donne, soffre di disagio gastrointestinale e questi disturbi...

Che meraviglia il cambiamento!

Ho deciso di andare in terapia una sera di primavera. Ero lì tra me e i miei pensieri e guardavo piovere affacciata alla finestra. Pioveva fuori ma anche dentro di me, io però non lo sapevo, o almeno non ne ero pienamente cosciente. Tutto ciò che riuscivo ad avvertire...

I disturbi alimentari negli adolescenti

I disturbi alimentari negli adolescenti stanno progressivamente acquisendo rilevanza nella pediatria internazionale poiché di solito iniziano nell'adolescenza, sono associati a morbilità e mortalità significative e, sebbene ciò non sia stato oggettivato a causa della...

La dieta del post-Covid-19

La dieta del post-Covid-19, Attualmente, è evidente che gli operatori sanitari dovrebbero occuparsi dello stato di salute generale dei sopravvissuti al COVID-19. Infatti, nuovi risultati hanno identificato la sindrome post-COVID-19, che è caratterizzata da...

Celiachia ed ipertransaminasemia

Celiachia ed ipertransaminasemia. La celiachia (CD), nota anche come enteropatia sensibile al glutine o sprue celiaca, è definita come un'intolleranza permanente al glutine ingerito (i componenti proteici di deposito di grano, orzo e segale). Questa intolleranza...

Sapori della psicologia

La fame è un bisogno fisiologico connesso con la sopravvivenza.

I sapori della Psicologia. Il bisogno di nutrirsi, invece, eccede l’esigenza primitiva di sazietà e necessita di ingredienti emotivi, relazionali, mentali e comportamentali.

Sin dalle prime fasi di vita il cibo evoca sensazioni viscerali, contribuisce a definire l’identità, perché parla della nostra storia e, spesso, diventa un atto sociale e di comunicazione.

Questo perché ciascuno di noi vive con il cibo una vera e propria relazione intima e personale, ispirata da fattori e abitudini culturali, sociali e familiari.

Mi riferisco a rapporti dal sapore dolce – consolatorio o dall’aspetto pesante – “anestetizzante” di qualunque disagio affettivo, a storie contrassegnate dal bisogno di riempire o di rifiutare e di svuotarsi.

Potremmo immaginare il “nutrimento” come un impasto armonioso, insaporito da ingredienti psicologici che vanno compresi, assaporati, dosati per non alterare il gusto degli alimenti ingeriti.

La conoscenza di questi aspetti diventa poi primordiale nelle condizioni patologiche dei disturbi del comportamento alimentare e delle significative forme di obesità, per evitare di ricorrere al cibo (o al digiuno) come strumento per comunicare o per regolare vissuti disfunzionali.

I sapori della psicologia nasce dunque dalla volontà di aiutare i lettori a sviluppare una consapevolezza alimentare, ad entrare in contatto con le proprie abitudini e i propri bisogni nelle diverse età evolutive (dal periodo prenatale alla terza età) e nei diversi contesti di vita.

In un’ottica di promozione alla salute e di prevenzione al disagio alimentare, verrà data particolare rilevanza al periodo infantile e adolescenziale.

La capacità di appagare i morsi della “fame emotiva” rappresenta un passaggio cruciale, soprattutto nella crescita dei bambini ed è per questo che ritengo che ogni genitore debba mettersi in una posizione di ascolto e acquisire gli strumenti necessari per comprendere i propri vissuti emozionali e per accogliere in maniera funzionale i bisogni nutritivi del figlio.

Il “nutrimento affettivo” si alimenta già durante la vita prenatale, all’interno di un rapporto fusionale, viscerale.

Con la nascita del bambino si traccia inevitabilmente un passaggio che, solitamente, prevede un dialogo armonioso tra l’istinto materno del prendersi cura del neonato e la predisposizione del nascituro a farsi accudire e nutrire.

Sin dalla nascita, i bambini presentano schemi individuali di nutrizione che devono convivere con le aspettative e i modelli alimentari dei genitori e trovare il loro spazio naturale di espressione all’interno dei diversi contesti di riferimento (famiglia, scuola, ecc.).

Questi primi passaggi evolutivi diventeranno, in adolescenza e nell’età adulta, promotori della capacità del prendersi cura di sé e di occuparsi della propria salute psicofisica, oppure fautori di forme patologiche.

Precedenti

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